#BoudoirDisability: i retroscena dello shooting che sta facendo parlare il web

Non serve Photoshop e non serve finzione per mostrare la nostra femminilità, e certamente questo è proprio quello che Micaela Zuliani e Valentina Tomirotti ci hanno mostrato con questo progetto, Boudoir Disability, del quale attendiamo gli scatti ufficiali. (La presentazione del progetto e le interviste le trovi QUI.)

La verità. La vita. Quello che sta dentro di noi. In poche parole è un progetto che parla di come noi donne restiamo tali, nonostante i problemi e quelli che nella nostra società chiamiamo “difetti”. Se non avessero inventato questa parola non staremo qui a logorarci ogni giorno. Non ci nasconderemo dietro un abito nero per camuffare i chili di troppo, non copriremo le nostre cicatrici con quintali di fondotinta. Tutto è parte di noi, e questo “tutto” è quello che ci definisce esseri umani, donne e anime.

Pensate davvero che tutte quelle modelle e showgirl non abbiano nulla da nascondere? Ce l’hanno eccome. Eppure sono là e non hanno paura di mostrarsi. Ma sono esattamente come noi. Sono persone. Eppure le guardiamo in modo diverso, come se in qualche modo brillassero più di noi. Ma non è così. Siamo tutti fatti della stessa carne e la nostra vita è fatta di problemi che a volte ci buttano a terra. Ma Valentina Tomirotti è un esempio che mi porterò nel cuore. Io in lei non vedo disabilità, ma vedo una donna con le pa**e (scusa il termine Valentina, ma come sai è buon complimento!). Una donna con quella D maiuscola che tutte noi dovremmo avere. Forza e coraggio. Non lasciamoci soccombere degli stereotipi e sosteniamo un progetto che ha un cuore e un’anima, proprio come noi.

Valentina e Micaela hanno guardato oltre, hanno pensato che una donna non deve nascondersi e che la disabilità non è un’etichetta stramba, ma solo qualcosa con cui certamente è difficile convivere, ma che ciò che abbiamo dentro è più forte e dobbiamo lasciarlo uscire fuori. È proprio quel qualcosa che ci permette di brillare.

E così, dopo avervi annoiato con i miei comizi da blogger che crede nel potenziale che ognuno di noi ha dentro, voglio proporvi le loro sensazioni dopo questo servizio fotografico fuori dai nostri canoni quotidiani, ovvero le parole di Micaela e Valentina. Hanno sfidato la nostra società e il nostro modo di vedere la disabilità e in prima persona si sono sentite così…

Micaela ci ha raccontato che…

Il giorno delle riprese tanto atteso è arrivato, siamo entrate in albergo, Valentina è stata truccata da Luciana Lapique e poi abbiamo subito iniziato a scattare. Fin da subito, Valentina si è mostrata molto rilassata e a suo agio… talmente a suo agio che la prima foto fatta è la più bella di tutto il servizio (non mi è mai successo!). Abbiamo variato look, pose, angoli, espressioni e stati d’animo per raccontare le varie sfumature di una donna, della Donna che avevo di fronte: Valentina.

Volevo mantenere un’armonia e un equilibrio in tutto il servizio fotografico e, senza sconfinare nei facili eccessi, abbiamo mostrato tutto il corpo di Valentina, le sue cicatrici, la sua carrozzina, i suoi occhi, la sua sensualità. Alla fine, abbiamo terminato le riprese giocando con un pizzico di ironia, reinterpretando la scena dello spogliarello di Sofia Loren nel film con Mastroianni: Valentina con indosso un body di pizzo e in mano una calza autoreggente che poi lancerà al suo amato… E poi Marilyn, nuda a letto che viene fotografata avvolta dalle sole lenzuola.

Sono molto contenta, è stata una bella sfida, ma è stato tutto molto fluido e semplice, Valentina è una modella nata 😉

 

Valentina ci ha raccontato che…

Può sembrare strano, ma sono stata me stessa. Credo che, in me, un po’ di sensualità sia sempre innata… va solo grattata un po’ la superficie. Vedere poi il risultato degli scatti è stata emozione pura. Il mio corpo trasformato indossando questa biancheria intima meravigliosa. Non si poteva ottenere risultato migliore. C’era bisogno di questo progetto, è giusto parlarne e vedere senza voltare la faccia o lo sguardo altrove. Questi scatti devo essere un punto di rottura con gli sterili preconcetti della ricerca estrema di perfezione nel corpo femminile. Vorrei che la gente si fermasse e iniziasse a chiedersi se ne vale la pena creare falsi miti a qualunque costo. Non è sbagliato a prescindere, ma sbagliato è denigrare chi non rispetta i canoni estetici. C’è posto per tutti, ora anche la Mattel con Barbie l’ha capito. C’è bisogno che la società venga messa davanti alla strada per un’integrazione sana. Le Donne devono essere promotrici in questo. Non puoi immaginare quanti messaggi ho ricevuto da Donne che mi hanno ringraziata per il mio coraggio che è anche un po’ il loro.

 

La “paternale” l’ho già fatta all’inizio e perciò vi lascerò solamente con alcune domande… In queste parole cosa leggete? Disabilità e diversità o femminilità e voglia di vivere? Bè, se quello che vedete è femminilità e voglia di vivere, significa che questo progetto è un nuovo inizio e spetta a noi tramandarlo e seguirlo da vicino. Ditelo alle vostre figlie, alle vostre sorelle, alle vostre amiche, alle vostre mamme. Ne vale davvero la pena. In questo modo, sicuramente la femminilità e la voglia di vivere di Valentina ci porteranno a guardarla in maniera diversa e lo stesso lo faremo anche con il nostro corpo.

Ecco un anteprima (che chi sta seguendo il progetto probabilmente avrà già visto su FB) direttamente dallo smartphone di Micaela…

scatto boudoir disability

In attesa di vedere le foto, segui il progetto su FB e sostienilo con la tua opinione, il tuo mi piace e la tua condivisione:

Pepitosa Blog By Valentina Tomirotti (https://www.facebook.com/pepitosablog)

Portrait de Femme (https://www.facebook.com/Portrait-de-Femme-351597428375826/)

Altre info sull’iniziativa le trovi qui: http://www.portraitdefemme.eu/boudoir_disability.html

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