Le 6+1 chitarre rock più emblematiche e la loro storia

Foto di Dominik Scythe su Unsplash
Nel giugno del 1967, Jimi Hendrix si inginocchiò, accese l’accendino, diede fuoco alla sua Fender Stratocaster e la distrusse davanti al pubblico in delirio del Monterey Pop Festival. Durante un tributo a George Harrison insieme a Tom Petty, Dhani Harrison e altri, Prince suonò un assolo talmente spettacolare da lasciare tutti a bocca aperta. Poi lanciò la chitarra in aria e se ne andò. Sono momenti come questi che hanno fatto la storia del rock. Quasi tutti i grandi hanno avuto una chitarra del cuore. Ecco le 6 chitarre più emblematiche e la loro storia.
Eric Clapton e “Blackie”
Londra, anni ’70. Eric Clapton entra in un negozio di strumenti a Nashville e trova una fila di Fender Stratocaster degli anni ’50, ognuna in vendita a meno di 300 dollari. Ne compra sei. Ne regala tre agli amici George Harrison, Pete Townshend e Steve Winwood, e tiene le altre tre per sé. Dalle parti di queste tre Strat nasce “Blackie”: corpo di una ’56, manico di una ’57, i migliori pickup, il tutto assemblato da un liutaio di fiducia.
“Blackie” fu la compagna fedele di Clapton per oltre un decennio, presente in numerosi tour tra il 1973 e il 1985. Fu usata anche in “Slowhand”, uno degli album più noti dell’artista. Nel 2004, “Blackie” fu battuta all’asta da Christie’s per la cifra record di 959.500 dollari. Il ricavato fu donato al Crossroads Centre, centro di recupero da lui fondato ad Antigua. In Italia, Clapton ha suonato “Blackie” anche nel celebre concerto del 1984 al Teatro Tenda di Firenze, oggi considerato un evento culto tra i fan italiani.
Yngwie Malmsteen e “The Duck”
Il chitarrista svedese Yngwie Malmsteen, pioniere del neoclassicismo metal, acquistò quella che poi sarebbe diventata “The Duck” da adolescente. La base era una Fender Stratocaster del 1972, modificata profondamente per adattarsi al suo stile tecnico ed esplosivo. Il manico venne completamente scalloppato — cioè scavato tra i tasti — ispirandosi a strumenti a corde del XVII secolo come il liuto. Malmsteen aggiunse tasti jumbo, pickup DiMarzio ad alta uscita e modificò ponte e manico. Il colore Olympic White originale col tempo virò verso un Aged Vintage White.
Il nome “Duck” deriva da uno degli adesivi incollati sulla paletta: un Paperino (Donald Duck). Il corpo porta i segni di decenni di concerti, con bruciature di sigaretta e colpi vari, incluso un famoso incidente durante un concerto ad Anchorage nel 1987.
Nel tempo, la chitarra è diventata talmente celebre che Fender ha lanciato una linea “YJM Signature”, disponibile anche in Italia nei negozi specializzati come Your Music di Roma o Lucky Music di Milano.
Prince e la sua “Cloud”
Nel 1984, nel film Purple Rain, Prince imbraccia per la prima volta la “Cloud”, una chitarra bianca costruita su misura da Dave Rusan a Minneapolis. Prince aveva conosciuto Rusan frequentando il suo negozio da giovane talento del Minnesota.
La “Cloud” è in acero massello, manico set-neck, pickup EMG attivi, e simboli a forma di picche lungo la tastiera.
Per il tour mondiale dell’album, Rusan ne costruì tre esemplari. La prima fu ridipinta di giallo e oggi è esposta allo Smithsonian Museum. La seconda fu venduta all’asta per 563.500 dollari. La terza, con manico più stretto, è attualmente dispersa.
I fan italiani hanno potuto ammirare la Cloud nei concerti di Prince a Milano (Palatrussardi, 1990) e Torino (1998). Da allora, la richiesta di repliche è salita al punto che Rusan ne ha prodotte circa 40 copie. Ciascun esemplare ha richiesto circa 100 ore di lavoro.
Keith Richards e “Micawber”
Nel 1971, per il suo 27° compleanno, Keith Richards ricevette in dono da Eric Clapton una Fender Telecaster anni ’50. Nessuno sa esattamente perché la battezzò “Micawber”, dal nome di un personaggio di Charles Dickens. Keith la modificò rimuovendo la sesta corda, accordandola in open G e sostituendo il pickup al manico con un humbucker PAF montato al contrario.
Il brano Casino Boogie dei Rolling Stones, tratto dall’album Exile on Main St. (1972), prende il nome dall’atmosfera dei casinò della Costa Azzurra e riflette l’ambientazione da gioco d’azzardo del pezzo. Un’atmosfera che si riflette oggi solo nei migliori casinò online in cui è possibile giocare a blackjack online gratis. Da “Brown Sugar” a “Start Me Up”, “Micawber” ha accompagnato Richards in centinaia di live, inclusi i leggendari concerti italiani dei Rolling Stones: dal San Paolo di Napoli (1982) all’Olimpico di Roma (2014).
Brian May e la “Red Special”
Molto prima dei Queen, Brian May e suo padre Harold costruirono insieme una chitarra nel garage di casa. Il manico fu intagliato da un’antica mensola di camino, il corpo da un vecchio tavolo. Per la meccanica del tremolo fu usata una molla di valvola di motocicletta. Brian avvolse a mano i pickup e aggiunse bottoni di madreperla come segnatasti.
Il risultato fu la “Red Special”, uno strumento unico, con un timbro vocale e controlli elettrici che May ha sempre considerato parte essenziale del suo suono. Negli anni, sono nate numerose repliche, comprese le versioni prodotte da Burns e BMG Guitars, spesso distribuite in Italia da rivenditori specializzati come Backline a Bologna. May ha suonato la Red Special in ogni concerto italiano dei Queen, da Sanremo 1984 fino al tour con Adam Lambert.
Jimmy Page e la Gibson EDS‑1275
Chiunque abbia visto i Led Zeppelin dal vivo ricorda l’immagine iconica di Jimmy Page mentre suona la doppio-manico Gibson EDS‑1275. La necessità nasceva da “Stairway to Heaven”: in studio usava una sei e una dodici corde, ma cambiarle sul palco era impossibile. La soluzione fu questa chitarra doppia, realizzata nel 1971 su suo ordine diretto.
Lo strumento manteneva la classica finitura cherry, corpo e manici in mogano, tastiera in palissandro. L’unica modifica: i pickup humbucker della seicorde furono sostituiti da modelli Seymour Duncan scoperti. La EDS‑1275 è tuttora prodotta da Gibson e distribuita anche in Italia. Alcuni esemplari storici sono stati esposti in fiere come la SHG Music Show di Milano.
Ligabue e la sua Gibson ES-335
Tra le chitarre rock italiane più iconiche spicca la Gibson ES-335 rossa di Luciano Ligabue. Strumento fedele e riconoscibile, ha accompagnato il rocker di Correggio nei suoi concerti più memorabili dagli anni ’90 in poi, diventando un simbolo del rock italiano. La sua versatilità ha reso possibile il passaggio da ballate elettriche a riff potenti, adattandosi perfettamente al suono diretto e sincero di Liga. Oggi è esposta al Museo del Rock di Catanzaro, dove rappresenta l’eredità musicale di un artista che ha saputo portare il rock nei palazzetti e negli stadi d’Italia, rimanendo sempre fedele a se stesso.